Anselm Kiefer

hortus philosophorum
April 3 - May 23, 2009

Anselm Kiefer - hortus philosophorum
ANSELM KIEFER
hortus conclusus, 2009
Gouache on photopaper
69 3/8 x 55 13/16 inches (176 x 142 cm)


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Opening reception for the artist: April 3rd, from 6:30 pm to 12:00 am


"Rubble represents not only an end, but also a beginning. In reality, the so-called "Stunde Null" (zero hour) never existed. Rubble is like the blossom of a plant; it is the radiant highpoint of an incessant metabolism, the beginning of a rebirth. And the longer we can put off refilling empty spaces, the more fully and intensively we can produce a past that proceeds with the future as if reflected in a mirror. The 'Stunde Null' does not exist. Emptiness bares its opposite within itself."
--Anselm Kiefer


Gagosian Gallery is pleased to announce an exhibition of sculpture and photo-collages by Anselm Kiefer.

For the oval gallery, Kiefer has created a group of eight sculptures that evoke some of the central themes in his work deriving from his assiduous study of poetry, mythology, and cultural history. Each of the sculptures incorporates irregular stacks of massive books made from lead. Among them is Paete, non dolet (It does not hurt) inspired by the ancient Roman myth of Arria et Paetus; Bilderstreit, a recurring theme relating to the famous historical controversy over the use of religious imagery in the Byzantine Empire during the eighth and ninth centuries, which Kiefer recasts to represent his premise that "spiritual things such as art are always menaced by real physical power"; and Sternenfall (Falling Stars) a scattering of glass shards inscribed with numbers corresponding to stars in the charted galaxy. Another pervasive theme here, and in Kiefer's oeuvre in general, are great ships and sea vessels. Verunglückte Hoffnung is directly inspired by Caspar David Friedrich's dark masterpiece, The Wreck of the Hope, a tectonic depiction of a shipwreck in the Arctic Ocean that reached beyond documentary to suggest an allegory of human aspiration crushed by nature's immense and glacial indifference.

In addition to the sculptures are eight unusually large vertical collages based on photographs of Kiefer's The Seven Heavenly Palaces (2005), a series of monumental towers cast from concrete and lead intended to symbolize the mystical experience of the ascent through the seven levels of spirituality. The untitled collages treat the theme of Ararat, the mountain on which Noah's Ark came to rest when the flood waters receded.

Kiefer's monumental archive of human memory gives overt material presence to a broad range of cultural myths and metaphors, from the Old and New Testaments to the Kabbalah, from ancient Roman history to the poetry of Ingeborg Bachmann and Paul Célan. By constructing elaborate scenographies that cross the boundaries of art and literature, painting and sculpture, Kiefer engages the complex events of history, the ancestral epics of life, death, and the cosmos, and the fragile endurance of the sacred and the spiritual amid the ongoing destruction of the world.

Anselm Kiefer was born in Germany during the last year of World War II. After studying law, he began his art education in Karlsruhe and then Düsseldorf, where he met Joseph Beuys. His work has been shown in and collected by major museums throughout the world. Recent retrospective surveys include the Modern Art Museum, Fort Worth (2005) (traveling to the Musée d'art contemporain de Montréal, the Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C., and SF MOMA), and the Guggenheim Museum Bilbao (2007). In 2007 Kiefer inaugurated the "Monumenta" program at the Grand Palais, Paris with an extensive site-specific installation of sculptures and paintings. Recently, he became the first living artist to create a permanent installation at the Louvre since Georges Braque in 1953. Kiefer lives and works in France.

For more information please contact Francesca Martinotti at +39 0 697 848 570 or martinotti@lagenziarisorse.it.



Inaugurazione alla presenza dell'artista: 3 Aprile, dalle 18.30 alle 24.00


"Le macerie rappresentano non solo la fine ma anche un inizio. In realtà la cosidetta Ora Zero non è mai esistita. Le macerie sono come il fiorire di una pianta, il culmine radioso di un incessante metabolismo, l'inizio di una rinascita. E più a lungo possiamo posticipare il riempimento degli spazi vuoti, meglio e più intensamente riusciamo a produrre un passato che continua nel futuro come se riflesso in uno specchio. L'Ora Zero non esiste. Il vuoto svela il suo opposto dentro di sé."
--Anselm Kiefer


Gagosian Gallery è lieta di annunciare una mostra di nuove sculture e fotocollages di Anselm Kiefer.

Per lo spazio romano Kiefer ha creato un gruppo di otto importanti sculture in cui pile irregolari di massicci libri di piombo evocano alcuni dei temi centrali del suo lavoro, poesia, mitologia e storia.

Tra queste, Paete, non dolet (O Peto, non fa male) si ispira all'antico mito di Arria e Paeto; Bilderstreit, parte da un tema ricorrente legato alla famosa controversia sull'uso delle immagini religiose nell'impero bizantino durante l'VIII e IX secolo, che Kiefer usa per dimostrare la sua teoria che "le cose spirituali come l'arte sono sempre minacciate dal potere fisico"; e Sternenfall (Stelle cadenti) una cascata di schegge di vetro sulle quali sono scritti i numeri corrispondenti alle varie stelle della galassia. Un altro tema importante qui ed in generale nella produzione di Kiefer è quello delle grandi navi. Verunglückte Hoffnung è direttamente ispirata al capolavoro di Caspar David Friedrich Il Naufragio della Speranza, l'aspra rappresentazione del famoso disastro avvenuto nel mare artico che riuscì ad andare oltre la documentazione finendo a simboleggiare l'allegoria delle aspirazioni umane distrutte dalla immensa e glaciale indifferenza della natura.

Oltre alle sculture saranno in mostra alcuni collages di grandi dimensioni elaborati su fotografie de I Sette Palazzi Celesti (2005), una serie di monumentali torri di piombo e cemento realizzati a Milano, simbolo dell'esperienza mistica nell'ascesa attraverso i sette livelli della spiritualità. I collage hanno come soggetto Ararat, la montagna dove approdò l'Arca di Noè una volta terminato il diluvio universale.

Il monumentale archivio mnemonico di Kiefer materializza un ampio immaginario di miti e metafore dall'Antico e Nuovo Testamento alla Cabala, dalla storia della Roma antica alla poesia di Ingeborg Bachmann e Paul Célan. Nel costruire elaborate scenografie che attraversano i confini di arte e letteratura, pittura e scultura, Kiefer chiama in causa i complessi eventi della storia, l'epica ancestrale della vita, la morte, il cosmo e la fragile resistenza del sacro e dello spirituale in balìa della distruzione del mondo.

Anselm Kiefer è nato in Germania negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Dopo aver studiato diritto, ha cominciato il training artistico a Karlsruhe e Düsseldorf con Joseph Beuys. Il suo lavoro è esposto e collezionato dai maggiori musei del mondo. Recenti retrospettive si sono svolte al Modern Art Museum, Fort Worth (2005) (poi al Musée d'Art Contemporain de Montréal, al Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C., e SF MOMA), e al Guggenheim Museum Bilbao (2007). Nel 2007 Kiefer ha inaugurato il programma "Monumenta" al Grand Palais di Parigi con una estesa installazione di sculture e dipinti. Recentemente è diventato il primo artista vivente, dai tempi di Georges Braque nel 1953, a creare una installazione permanente per il Louvre. Vive e lavora in Francia.


Ufficio stampa:
Francesca Martinotti
+39 0 697 848 570
martinotti@lagenziarisorse.it